Sgarbi e You Tube
pubblicata: venerd́ 22 gennaio 2010

In molti potrebbero ricordare le avventure verbali di Vittorio Sgarbi, noto critico d'arte e attuale sindaco del comune siciliano di Salemi. Se le ricorderà certo Alessandro Cecchi Paone, conduttore televisivo abbattuto da una raffica di inviti a fare silenzio. O l'attore e regista Roberto Benigni. Performance oratorie apparse su alcuni programmi RAI, poi riprese da YouTube e trasformate in veri e propri tormentoni. Che ora potrebbero sparire dalla piattaforma di proprietà Google.
Stando a quanto hanno riportato alcune testate giornalistiche, sembra che Vittorio Sgarbi abbia diffidato YouTube, colpevole, a suo parere, di aver violato a mezzo video il diritto all'immagine ovvero i diritti di utilizzazione e sfruttamento economico dell'immagine, attraverso immagini fisse o in movimento di programmi della RAI in cui compare il politico.
E c'è di più sembra che se YouTube non non provveda alla rimozione dei video, ci sarà un ricorso presso il Tribunale per un risarcimento danni non inferiore a 10mila euro per ogni minuto o frazione di diffusione diretta o indiretta.
Sgarbi non ha tenuto nascosta una certa consapevolezza della fama conquistata in rete, consapevole che risulta tra i personaggi più cliccati.
Il contenzioso legale posto in essere dagli avvocati di Sgarbi è andato oltre il semplice diritto all'immagine, è sfociato nella questione della responsabilità degli intermediari in quanto a YouTube è stata contestata l'abusiva riproduzione, trasmissione e diffusione di un'opera dell'ingegno coperta dai diritti d'esclusiva.
Gli avvocati di Sgarbi hanno cioè suggerito a YouTube di darsi da fare per vigilare sul rispetto del diritto d'autore. Un suggerimento che, se accolto dall'eventuale ricorso al Tribunale, potrebbe inserirsi sulla scia di quelle interpretazioni che vorrebbero piegare il d.lgs. 70/2003 ad obbligare gli intermediari della comunicazione a sorvegliare sui contenuti caricati dai propri utenti. Visioni che hanno trovato corpo nella decisione del Tribunale di Roma sulla vicenda Mediaset/Grande Fratello 10 contro Google/YouTube, e in quella della Corte di Cassazione nel caso di The Pirate Bay. Sgarbi vorrebbe che la piattaforma di video sharing di BigG agisca da grande forbice, in quanto potenzialmente responsabile di aver diffuso contenuti che testimoniano le gesta oratorie di un personaggio pubblico in pubblica piazza televisiva.
Questa la risposta di Google Italia: "La differenza di Internet come mezzo di comunicazione rispetto alla stampa e televisione è che online non c'è un signore che decide quale contenuto debba essere pubblicato/letto. Questa specificità è positiva: sottolinea la natura corale e democratica, fatta di tanti individui che partecipano alla creazione e condivisione dei contenuti in Rete e lo fanno gratis, per il piacere di farlo".