Symantec e il business della sicurezza
pubblicata: marted́ 25 novembre 2008

La più famosa azienda produttrice di software per la sicurezza, Symantec, ha indagato sui server “criminali” internet, tenendo sotto stretta osservazione i forum di discussione e compravendita sotterranei tra luglio 2007 e giugno del 2008, valorizzando un business a un valore complessivo di 276 milioni di dollari. Il mondo del cyber-crimine, dice il rapporto, è oramai diventato un mercato a tutti gli effetti, regolato dalle tradizionali leggi della domanda e dell'offerta e che, per di più, non pare conoscere crisi di sorta. Questi soldi sono stati ricavati confrontando il volume di prodotti e servizi venduti al mercato nero con il prezzo degli stessi beni sul mercato "ufficiale", calcolando infine quello che sarebbe stato il ricavato se lo stock fosse stato venduto in blocco. Symantec rivela che la categoria di beni maggiormente pubblicizzata è quella dei dati delle carte di credito rubate, pari a poco più del 30% dei prodotti disponibili complessivamente. Fissando il limite medio di spesa per ogni singola carta a 4.000 dollari, la società ha calcolato che il potenziale valore dell'intero stock individuato nel periodo in oggetto sia di ben 5,3 miliardi di dollari. L'altro articolo che va per la maggiore nell'underground sono i conti bancari, che valgono per il 20%. Symantec rivela di aver contato poco meno di 70.000 inserzionisti, con oltre 40 milioni di messaggi pubblicati sui forum specializzati. Dal punto di vista geografico la maggior parte dei server sono stati individuati da Symantec negli Stati Uniti (il 45%), con a seguire l'Europa / Medio Oriente (38%), Asia / Pacifico (12%) e America Latina con il 5%.