Proposta per legalizzare il peer-to-peer
pubblicata: luned́ 17 settembre 2007

Proposta per legalizzare il peer-to-peer. Le molte speranze che sono legate alla proposta di legge sul peer-to-peer avanzata da Marco Beltrandi hanno compiuto un piccolo passo in avanti con l'assegnazione del progetto normativo alla Commissione Cultura della Camera, quella presieduta da Pietro Folena, da anni sostenitore, peraltro, di una revisione delle leggi sul diritto d'autore.
La proposta mira ad una revisione sostanziale delle norme attuali e, se approvata, secondo proietterebbe l'Italia all'avanguardia in Europa nel modo di affrontare la complicata e delicata ma centralissima questione del file sharing.
Il punto su cui dovrebbe vertere una normativa aggiornata è "il tradizionale criterio di politica criminale, per cui un fatto diviene reato quando la sua commissione conduce a un grave danno sociale". Non è un caso, peraltro, che in questi anni in cui l'industria discografica e cinematografica ha dato battaglia in mezzo mondo agli utenti del P2P, senza peraltro ottenere successi misurabili, abbia sempre sottolineato i danni del file sharing, definito spesso come "furto" e come "pratica" capace di sottrarre denaro alle casse dei produttori, quindi investimenti ed occupazione- Su questo punto, dunque, si giocheranno molti dei destini di questa proposta.
"È ormai provato - insistono i promotori del progetto di legge - che la condivisione gratuita dei contenuti online non danneggia i detentori dei diritti, ma addirittura in alcuni casi induce un bisogno di cultura che ha positive ricadute anche sul mercato. Una recente ricerca dell'Associazione nazionale delle industrie cinematografiche e audiovisive (ANICA), ad esempio, dimostra che tra chi fa file sharing vi è una maggiore propensione ad andare al cinema rispetto al resto della popolazione".

L'introduzione alla proposta accenna anche alla futura piattaforma di condivisione Qtrax annunciata di recente dall'industria, un progetto che dimostra la bontà della tecnologia e, in più, il fatto che dopo tanti anni di caccia spietata ai sistemi di condivisione l'industria dei contenuti individui proprio in questi ultimi uno strumento per risollevarsi dalla crisi delle vendite dei supporti tradizionali.

La soluzione

Il pdl propone, nientepiù nientemeno, l'introduzione delle licenze collettive riferite ad utenti che intendano condividere i propri archivi digitali su reti telematiche per fini personali e senza scopo di lucro.

L'idea, cioè, è di prendere esempio dalle licenze collettive nordeuropee e far sì che chi detiene il diritto d'autore sviluppi "una nuova generazione di modelli di licenze collettive destinati agli utenti online". Il che si traduce nel promuovere accordi ad hoc tra SIAE e associazioni dei consumatori.
Ne consegue, dunque, la nascita di licenze per il P2P, che consentirebbero la legalizzazione definitiva di un'attività senza scopo di lucro portata avanti quotidianamente da centinaia di migliaia se non milioni di utenti italiani.