Pirateria informatica nelle aziende
pubblicata: marted́ 20 febbraio 2007

Pirateria informatica: su 200 operazioni della Guardia di Finanza, nel 67 per cento dei casi sono stati individuati software illegalmente utilizzati o duplicati, programmi che, se acquistati a prezzi di listino, avrebbero fruttato ai produttori circa 4 milioni di euro l’anno.
Nel rapporto diffuso in queste ore si sottolinea la straordinaria diffusione di software illegale nelle imprese italiane, che lo utilizzano senza licenza oppure su un numero di macchine non previsto dalle licenze acquistate, incorrendo così spesso e volentieri, proprio in occasione dei controlli, in severissime sanzioni pecuniarie. Oltre alla prosecuzione delle indagini e all'eventuale successiva segnalazione all'Autorità Giudiziaria per l'avvio di procedimenti penali, ai titolari delle imprese è stata contestata una sanzione amministrativa pari al doppio del prezzo di mercato del software illegalmente utilizzato".
L’'incidenza del software illegale nelle imprese oggetto di verifiche è stata del 100% (ossia nessuna delle aziende in questione era in regola) e che tutte si sono concluse con una transazione stragiudiziale, senza gravare il sistema giuridico nazionale di nuovi procedimenti giudiziari.
Alcuni studi sostengono che una riduzione del 10 per cento del tasso di pirateria in Europa si tradurrebbe nella crescita del settore del software dagli attuali 236 ai potenziali 326 miliardi di euro, generando al contempo circa 19 miliardi di euro per i rispettivi sistemi fiscali nazionali e almeno 155.000 nuovi posti di lavoro.